Il debutto dell’Ufficio Euromed dell’ICCN al Festival Internazionale del Mandorlo in Fiore

All’indomani dalla proclamazione dell’Ufficio Euromediterraneo dell’ICCN, suggellata nella splendida cornice del Polo Museale Paolo Griffo, innanzi la magnificenza del Telamone, si concretizza sin da subito il primo progetto di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale Unesco e diplomazia culturale per il neo nato Ufficio, proposto dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi.

Il Direttore e il Commissario del Parco (responsabile, infatti, per la prima volta dell’organizzazione del Festival internazionale del Mandorlo in Fiore), per l’edizione 2017, chiedono l’assistenza tecnico-scientifica del neo-costituito Ufficio Euromed dell’ICCN nella persona del Direttore Dott. Natale Giordano e del suo staff qualificato, le cui posizioni sono ricoperte dalla Dott.ssa Floriana Coppoletta e dal Dott. Paolo Patanè. L’architettura della collaborazione tra il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e l’Ufficio Euromed dell’ICCN viene a lungo esaminata e discussa nei dettagli dai diversi interlocutori nell’ambito di numerose riunioni che hanno evidenziato ruoli, compiti e responsabilità ed hanno dato il via alla pianificazione e redazione dell’articolato ed ambizioso programma della 72° Edizione del Mandorlo in Fiore.

Tale collaborazione viene approvata e ratificata da un Protocollo d’Intesa siglato dal Direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Tempi e dal Direttore dell’Ufficio Euromed dell’ICCN e sancisce ufficialmente l’avvio di tutte le procedure per permettere un efficace lavoro di collaborazione per la riuscita del Festival.

La volontà del Parco Archeologico, dichiarata esplicitamente, ai media ed ai cittadini, è stata quella di innovare ed innalzare il livello di qualità della kermesse internazionale, tanto amata dagli abitanti agrigentini, consacrando la manifestazione ai Valori e Principi Unesco e rendendo omaggio a tradizioni ed eredità culturali di Paesi nel mondo che presentano Patrimoni Culturali Immateriali ritenuti unici e peculiari e per questo dichiarati bene dell’Umanità dall’Unesco.

In tale contesto la sfida dell’ufficio Euromed dell’ICCN è stata quella di dover tessere, in un arco temporale molto limitato (circa due mesi), la fitta trama di relazioni con i suoi partner per poter trovare delle rappresentazioni artistiche di Eredità Immateriali Unesco adeguate al contesto sociale e territoriale agrigentino ed alla struttura della manifestazione e in grado di coinvolgere ed emozionare un pubblico per lo più poco preparato a questa novità e per questo diffidente.

Tra gli indicatori di valutazione richiesti dal Parco Archeologico, per effettuare la scelta dei gruppi folkloristici, quello della composizione dei gruppi (la cui consistenza si è dovuta attestare su minimo 10 artisti), la tipologia di performances che potesse contenere momenti di danza, canto e musica e la ricchezza dei particolari nei costumi tradizionali. Questi gli indicatori, oltre al prerequisito di rappresentare un Patrimonio Immateriale Unesco, valutati idonei per garantire una buon livello di spettacolarizzazione al Festival del Mandorlo in Fiore secondo i canoni di bellezza e bontà voluti dalla tradizione agrigentina.

L’abile maestria, passione e professionalità messa in campo per l’organizzazione di questa complessa macchina organizzativa è stata premiata dall’adesione e partecipazione convinta ed entusiasta di ben 13 Delegazioni provenienti da Albania, Corea del Sud, Giordania, India rappresentata da due patrimoni originari del Kerala e del Rajasthan, Iran rappresentata da due patrimoni quali il rito del Capodanno e la teatralizzazione di Ta’ziye, Italia rappresentata dal Canto a Tenores e dall’Opera dei Pupi, Lettonia, Repubblica Ceca rappresentata dalla Cavalcata del re e dal Verbunk, Slovacchia con i Pupi e le musiche di Terchova per finire con la partecipazione di due Delegazioni, Israele e Palestina, che non presentano, ove presenti, i loro Patrimoni Immateriali Unesco ma che hanno testimoniato con la loro presenza una possibile apertura al dialogo culturale e rappresentazione del più alto principio Unesco, che è la costruzione del processo di Pace tra i popoli.

Molti sono stati i momenti di toccante commozione ed emozione che hanno coinvolto il pubblico e che hanno permesso la realizzazione di un Festival del Mandorlo in Fiore unico nel suo genere. La presenza dei Patrimoni Immateriali, infatti, proprio per la peculiarità, la testimonianza espressiva di culture ed identità locali provenienti da diverse parti del mondo, hanno lasciato nella memoria dei partecipanti un ricchissimo bagaglio di conoscenze di tradizioni che difficilmente possono essere rappresentate in un unico luogo e in unico evento.

Tra i fotogrammi da ricordare l’accensione del Tripode dell’amicizia davanti il Tempio della Concordia; la fiaccolata al tramonto per le strade del centro storico di Agrigento traboccanti di donne, uomini e bambini in attesa di incontrare culture, costumi e tradizioni differenti; ed ancora le numerose esibizioni a cura delle diverse Delegazioni artistiche in Piazza Cavour e al Tempio di Giunone che hanno regalato gioia, colori, suoni e movenze cariche di valore simbolico ed identità.

Sicuramente tra le immagini che si vuole ricordare non può mancare il momento della Cerimonia di Chiusura del Mandorlo in Fiore. La celebrazione, di grandissimo impatto per la partecipazione calorosa del pubblico che ha gremito lo spazio antistante il Tempio della Concordia e parte della Valle dei Templi, si è aperta con un ringraziamento simbolico della Città di Agrigento rappresentata dalle più alte cariche Istituzionali, che ha reso omaggio a tutte le Delegazioni artistiche protagoniste del Festival suggellando la chiusura del Mandorlo in Fiore con la suggestiva premiazione e consegna del Tempio d’Oro, alla delegazione Palestinese e Israeliana che insieme sul palco si sono uniti in una stretta di mani fraterna e di pace.

Il valore simbolico che la manifestazione ha voluto trasmettere e trasferire all’opinione pubblica come ha energicamente affermato l’Ufficio Euromed dell’ICCN è quello di promuovere azioni di diplomazia culturale che valorizzano le Eredità culturali immateriale nelle sue diverse espressioni per facilitare processi di coesione sociale tra i popoli in grado di costruire percorsi di pace che portino alla creazione di comunità di valori capaci di tutelare la diversità culturale e i diritti umani di ogni popolo.

I componenti dell'Ufficio Regionale ICCN per l'Europa e il Mediterraneo sono fortemente convinti che riconoscere le Eredità culturali, intese come koinè di valori, tradizioni e conoscenze, possa contribuire allo sviluppo realmente sostenibile e al benessere delle Società e Popoli e si impegnano perché possa essere rispettata la libertà di ogni individuo nel Mondo a poter esprimere la propria Identità e a prendere parte alla vita culturale del proprio Paese.